Il progetto di informatizzazione dell'Archivio Guido Ucelli è nato in occasione del mio lavoro di tesi, prima triennale poi magistrale, su proposta del Prof. Mario Micheli (**) e della dott.ssa Giuseppina Ghini (***), rispettivamente relatore e correlatrice della tesi.
Gli obiettivi primari che hanno ispirato il progetto sono certamente quello di conoscere completamente, non solo intuitivamente, i documenti conservati nell'archivio, di rendere possibili consultazioni e ricerche rapide e semplici, sommarie o particolareggiate, all'interno dell'archivio stesso e quello della sua conservazione illimitata nel tempo attraverso appunto la riproduzione digitale.

La "occasione" della digitalizzazione mi ha permesso di studiare in modo analitico e complessivo i documenti dell'Archivio Ucelli, consentendomi di approfondire la storia delle navi di Nemi, delle personalità e delle vicende che hanno contribuito al loro recupero, di conoscere in maniera approfondita gli episodi, ufficiali e privati, che hanno mosso gli avvenimenti nemorensi; mi è stato possibile delineare perfettamente la personalità di chi l'ha composto, chiarire le vicende personali dell'ingegnere, legate al coinvolgimento politico delle istituzioni governative, alla partecipazione tecnico-scientifica di enti e istituti scientifici e industriali, nazionali ed internazionali, all'intervento storico-artistico e scientifico di personalità del mondo della cultura e di istituzioni museali italiane ed estere. Ogni ricordo, sensazione, ricerca, studio, pubblicazione e appunto dell'ingegnere è conservato nell'archivio. Dunque, ho potuto ottenere una visione d'insieme sull'uomo che l'ha costituito, il direttore d'azienda, l'ingegnere, il critico, l'appassionato e dilettante archeologo e conservatore, il politico, ecc., ma, soprattutto, una panoramica completa delle vicende nemorensi, passate, contemporanee e successive al recupero definitivo. E non solo, perché, i documenti dell'archivio mettono in luce anche altre vicende archeologiche, soprattutto di archeologia subacquea, altri studi, come quelli della scienza e della tecnica ingegneristica, di biologia, di chimica, episodi sulla conservazione delle antichità, sui musei e altre istituzioni scientifiche e culturali italiane e internazionali. Esso conserva poi una ricchissima rassegna stampa che mostra uno spaccato dell'Italia prima e dopo la seconda guerra mondiale.

Siamo, dunque, di fronte ad uno strumento che da un lato appare specifico, minuzioso e completo, dall'altro eccezionalmente poliedrico. Caratteristiche che mi hanno permesso di chiarire che l'impresa di Nemi è stata una vicenda esemplare sia dal punto di vista archeologico che conservativo, ma anche un punto di partenza per gli sviluppi futuri dell'archeologia subacquea e dei metodi di recupero e conservazione dei relitti antichi sommersi, soprattutto perché fu uno dei primi esempi di interdisciplinarietà in un progetto storico-archeologico-conservativo, perlomeno in Italia, una delle prime applicazioni di un metodo di ricerca in cui tutto fu scientificamente studiato e successivamente documentato.

Federica Savelli: PHD in Storia e conservazione dell'oggetto d'arte e di architettura presso il Dipartimento di Studi storico-artistici, archeologici e sulla conservazione (oggi Dipartimento di Studi Umanistici, area didattica di Beni Culturali) dell'Università di Roma Tre (2012). Già laureata in Storia dell'arte presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della medesima Università (2006).
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Pubblicazioni:

  • F. Savelli, Ricerche preliminari per uno studio sulle pitture del Palazzo Caetani di Fondi in Il palazzo Caetani di Fondi. Cantiere di studi, a cura di G. Pesiri e P.F. Pistilli, Fondi 2012, pp. 193-210
  • G. Ghini – M. Micheli – F. Savelli, Il patrimonio culturale del Ventennio, in La Macchina dello Stato. Leggi, uomini, strutture che hanno fatto l'Italia, catalogo della mostra, Roma, Archivio Centrale dello Stato, 22 settembre 2011 – 16 marzo 2012, Milano 2011, pp. 255-263
  • F. Savelli, La contea Caetani di Fondi tra XIV e XV secolo: la produzione artistica e le sue vicende conservative. Tesi di dottorato in Storia e conservazione dell'oggetto d'arte e di architettura, scuola dottorale in Culture e trasformazioni della città e del territorio, Università degli Studi Roma Tre, XXIV ciclo, tutor prof. Giovanna Sapori.
  • F. Savelli, Guido Ucelli e le navi di Nemi. Innovazioni nell'approccio alla conservazione e al restauro negli anni Trenta del Novecento. Tesi di laurea triennale in Storia e conservazione del patrimonio storico-artistico, Università degli Studi Roma Tre, a.a. 2004/2005, relatore prof. Mario Micheli
  • F. Savelli, L'Archivio Guido Ucelli. Indagine su una esemplare vicenda archeologica e conservativa nella prima metà del Novecento. Tesi di laurea specialistica in Storia dell'arte, Università degli Studi Roma Tre, a.a. 2005/2006, relatore prof. Mario Micheli

Prof. Mario Micheli: Professore Associato presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Roma Tre, insegnamento di Storia e tecnica del restauro, settore scientifico disciplinare L/ART 04; delegato del Rettore per la Cooperazione e lo sviluppo.
Profilo del Prof. Mario Micheli http://www.uniroma3.it/persona.php?persona=2BbkFgel/iXjQ/4Z/8UekYhqYpj5buLFqwY6HxFosqo=&cf=%7Bcf%7D

Pubblicazioni:

Dott.ssa Giuseppina Ghini: Funzionario della Soprintendenza Archeologica per il Lazio, ambito di competenza territoriale; direttore del Museo delle navi romane di Nemi.
Profilo della Dott.ssa Giuseppina Ghini sul sito del Museo delle navi romane di Nemi

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