Guido Ucelli nacque a Piacenza il 25 agosto 1885.

Fino al compimento degli studi liceali rimase nella città natale, per poi trasferirsi a Milano per studiare Ingegneria Industriale ed Elettrotecnica presso il Politecnico. Il 2 novembre 1909, appena laureatosi, entrò a far parte di una delle più importanti aziende meccaniche della Lombardia, la Società Costruzioni Meccaniche Riva. Il 4 marzo 1914 sposò Carla Tosi, figlia dell'industriale Franco Tosi, con la quale ebbe cinque figli. Nel 1915, dopo pochi anni di lavoro nell'Ufficio Tecnico della Riva, fu nominato Consigliere Delegato e Direttore Generale e, da allora, la sua molteplice attività di ingegnere, dirigente e industriale si rivolse allo sviluppo di tale gruppo societario e delle sue consociate; fu infatti Vice-presidente e Consigliere Delegato della Società Alessandro Calzoni di Bologna e Presidente della Società Riva Finanziaria.

Il lavoro nella Società Riva lo impegnò per quasi cinquanta anni, periodo in cui al costante affermarsi della società in campo tecnico corrispose una grande espansione produttiva. Fu proprio suo il merito di aver trasformato la Riva da modesta azienda a carattere artigianale, quale era inizialmente, ad azienda di rinomanza mondiale. La produzione aziendale era talmente specializzata che non permetteva lavorazioni in serie bensì esigeva studi particolari per ogni impianto. C'era dunque bisogno di un Ufficio Tecnico accuratamente selezionato e di maestranze specializzate e un suo grande merito è stato quello di aver istituito, sin dal 1938, una scuola aziendale per favorire appunto la qualificazione dei lavoratori.

Al di fuori del contesto aziendale, egli intraprese numerose iniziative culturali. Dal 1928 fu il promotore e il principale coordinatore del recupero delle navi romane di Nemi, impresa che gli valse il titolo patronimico "di Nemi". Altro obiettivo che rincorse per tutta la vita, fu la creazione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica di Milano, inaugurato il 15 febbraio 1953 con la mostra che celebrava il quinto centenario della morte di Leonardo Da Vinci.
L'ingegnere Ucelli, grazie alla sua elevata esperienza di ingegneria idraulica, fu spesso chiamato a rappresentare l'Italia in congressi internazionali relativi ad essa: fu a Londra nel 1924 e nel 1950, a Barcellona nel 1929, a Berlino nel 1930. Dove e quando non poté partecipare, inviò delle relazioni tecniche, ad esempio ai congressi di Tokio del 1929 e di Nuova Delhi del 1951.

Uno degli scopi principali della sua vita fu il perfezionamento dell'istruzione professionale dei giovani; era un convinto assertore della necessità dell'istruzione tecnico-professionale per lo sviluppo della civiltà, quindi ne studiò i problemi in rapporto alla realtà sociale italiana. Varie sue relazioni di congressi e convegni di studio affrontano metodi, mezzi e programmi per contribuire a creare e diffondere la coscienza scientifico-tecnica nel giovane Paese. Il suo intervento nel settore non fu solo di propaganda e studio, egli assunse anche ruoli direttivi e operativi, infatti, nel 1935 fu nominato Presidente del Consorzio Provinciale per l'Istruzione Tecnica di Milano.

Fu membro di innumerevoli comitati e consigli delle più varie associazioni, enti e istituti industriali, professionali, tecnici, scientifici, culturali, economici, storici; nel 1931 fu nominato Cavaliere del Lavoro per la sua attività industriale, grazie alla quale la Riva raggiunse i massimi livelli mondiali, e nel 1955 assunse la presidenza del Consiglio del Gruppo Lombardo della Federazione dei Cavalieri del Lavoro.
Grazie alla sua sensibilità artistica e all'amore per le bellezze naturali, fu chiamato dalla Soprintendenza ai Monumenti di Milano a presiedere la Commissione Provinciale delle Bellezze Naturali di Milano e Provincia. Come cultore delle arti e critico, fu scelto dalla Fabbrica del Duomo di Milano per prendere parte alla Consulta Artistica che aveva il compito di giudicare i progetti di opere relative alla cattedrale. Fu membro del Comitato Italiano ICOM-UNESCO per i Musei e socio del Rotary Club di Milano.

Tra le sue più importanti opere scritte compaiono relazioni sulla costruzione di macchine idrauliche; memorie incalcolabili del periodo 1930-1954 sul recupero delle navi di Nemi e sul museo milanese; pubblicò in due edizioni, una del 1940 e una del 1950, Le navi di Nemi, resoconto dettagliato dell'impresa nemorense e di tutti gli studi e le scoperte che ne scaturirono; nel 1951, in occasione dei novanta anni dalla fondazione, presentò La Riva e nel 1961, per celebrare il centenario della società, fu edito La Riva in cento anni di lavoro.
Grazie a tale fervida e variegata attività, nel corso degli anni gli furono riconosciute altissime onorificenze: tra le altre, nel 1935 ricevette la nomina a "Officier d'Academie" dal Ministero dell'Educazione Nazionale della Repubblica Francese, nel 1941 la medaglia d'oro del Ministero dell'Educazione Nazionale italiano e il Diploma di benemerenza nelle Arti di I Classe, nel 1942 la medaglia d'argento di I classe della Marina per la pubblicazione di Le navi di Nemi e per il lavoro svolto per il recupero delle stesse, nel 1953 la medaglia d'oro del Comune di Milano per l'impegno rivolto alla realizzazione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica.

Guido Ucelli scomparse il 23 agosto 1964.

Molte sono le testimonianze che descrivono la sua persona, il suo modo di vivere, di essere e di lavorare. Le tante persone che lo ricordarono evidenziarono il suo passo frettoloso, l'abbigliamento semplice, il tono cortese e conciso, il sorriso misurato, l'autocontrollo, ma soprattutto la riservatezza, la modestia e la tenacia.

«L'ingegnere Ucelli quando si interessa di ciò che ha per finalità o la bontà o la giustizia non dà tregua a se stesso e non dà tregua agli altri fino a che non vede raggiunto il suo intento […].»¹ (Tranquillo Novelli)

Il ruolo di coordinatore dell'impresa di recupero delle navi di Nemi

Uno dei principali obiettivi della sua attività culturale fu il recupero delle navi romane sommerse nel lago di Nemi, un'iniziativa ostica e difficoltosa, riuscita non solo grazie ai mezzi tecnici moderni a disposizione quanto alla volontà, alla tenacia e al grande amore per la scienza di pochi uomini tra i quali spicca il nome dell'ingegnere Ucelli.

Nel 1926 la Società Riva fu incaricata di un primo studio per il parziale prosciugamento del lago e nel luglio 1927 l'ingegnere Novelli, Direttore Tecnico, prospettò la possibilità di attuare sperimentalmente lo svaso parziale attraverso l'antico emissario romano.
Nell'ottobre del 1927 nacque l'idea di fornire gratuitamente al Governo le prestazioni e i mezzi necessari per abbassare il livello del lago. Ovviamente in prima linea c'era la Società Riva, con l'impegno assoluto del suo Direttore Generale, Guido Ucelli.

«Uomo sereno, volitivo ed esemplarmente tenace, seppe coordinare i mezzi e le fasi dell'avventurosa iniziativa, procurarle gli aiuti più vari e più validi e infondere fiducia e certezza […].»² (Guglielmo De Angelis D'Ossat)

Testimoni della veridicità di queste parole sono le migliaia di documenti raccolti dall'ingegnere in un archivio personale donato, in seguito alla sua morte, dalla famiglia Ucelli allo Stato. Essi svelano i molteplici rapporti intrapresi dall'ingegnere tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento finalizzati al recupero e alla conservazione delle due navi romane di Nemi e agli studi su di esse; studi culminati con la pubblicazione di Le navi di Nemi.
Le carte conservate rivelano le relazioni da lui intrattenute con il governo e le istituzioni statali e con i più importanti istituti ed enti scientifici e culturali del tempo, nazionali ed internazionali. Una ricca e complessa rete di rapporti che testimonia il ruolo fondamentale svolto per tutta la vita dall'ingegnere come erudito, uomo di scienza e conservatore e come è riuscito ad accomunare discipline e istituzioni diverse per uno scopo comune, appunto l'estrazione delle navi di Caligola dal lago e lo studio della scienza e della tecnica degli antichi romani, aspetto primario dei suoi studi.

¹ Guido Ucelli di Nemi 1885-1964, a cura del personale della Società Costruzioni Meccaniche Riva, Milano 1965, p. 21

² Società Costruzioni Meccaniche Riva, 1965, p. 20